I punti che contano davvero prima di scegliere
- La famiglia Super Duke ruota attorno al bicilindrico LC8 da 1.301 cm³ nelle versioni 1290 e al nuovo 1.350 cm³ della 1390.
- La 1290 Super Duke R Evo resta la naked più estrema della generazione precedente; la GT è la scelta più sensata se fai molti chilometri.
- Nel 2026 la naked nuova di riferimento è la 1390 Super Duke R/Evo, mentre la 1290 GT resta una proposta concreta per chi cerca strada lunga e comfort.
- Le recensioni concordano su un punto: il motore è il protagonista, ma la ciclistica è ciò che fa la differenza nella vita reale.
- Il vero limite non è la potenza, ma il costo totale di possesso, la gestione in città e la necessità di scegliere la versione giusta per il proprio uso.
Che tipo di moto è davvero la Super Duke
Io la leggo così: non è una naked “forte”, è una hypernaked. La differenza non è solo lessicale. Una naked normale punta su semplicità e uso quotidiano; qui invece il progetto nasce per tenere insieme erogazione brutale, elettronica avanzata e una ciclistica abbastanza seria da non trasformare la potenza in caos. Il cuore è il V-twin LC8, il bicilindrico a V a 75 gradi che KTM ha costruito per avere schiena ai medi, risposta piena all’apri-chiudi e quel tipo di accelerazione che ti fa capire subito perché questa famiglia ha creato una reputazione così netta.Il punto, secondo me, è che la 1290 Super Duke non cerca di piacere a tutti. Ti prende se vuoi una moto che trasmetta sensazioni meccaniche vere, ma non ti lascia da solo con il gas in mano: l’elettronica, la ciclistica e la qualità dei freni servono proprio a rendere usabile un’idea molto aggressiva. Ed è per questo che la discussione non dovrebbe mai fermarsi al dato di potenza. La domanda giusta è un’altra: che tipo di utilizzo vuoi farne davvero?
Da qui in avanti, infatti, la distinzione tra versioni diventa decisiva, perché KTM non propone una sola interpretazione del concetto Duke ma più letture dello stesso carattere.

Le versioni da conoscere nel 2026
Nel 2026 il quadro è più chiaro di quanto sembri: la naked nuova di riferimento è la 1390 Super Duke R/Evo, mentre la 1290 Super Duke R Evo appartiene alla generazione precedente e la 1290 Super Duke GT continua a coprire il fronte sport-tourer. KTM ha anche indicato uno slittamento della 1390 Super Duke GT al 2027, quindi per chi vuole una GT il modello 1290 resta ancora molto rilevante.
| Modello | Motore | Dati chiave | Carattere | Per chi la sceglierei |
|---|---|---|---|---|
| 1290 Super Duke R Evo | LC8 V-twin da 1.301 cm³ | 180 CV, 140 Nm, circa 191 kg a secco | Naked estrema, diretta, molto fisica | Chi vuole la 1290 più iconica e cerca un’arma stradale con forte personalità |
| 1290 Super Duke GT | LC8 V-twin da 1.301 cm³ | 175 CV, 141 Nm, serbatoio da 23 l, 209 kg senza benzina | Sport-tourer veloce, più protettiva e più concreta sui lunghi tragitti | Chi fa giri lunghi, viaggia con passeggero o vuole una naked meno nervosa nell’uso quotidiano |
| 1390 Super Duke R | LC8 V-twin da 1.350 cm³ | 190 CV, 145 Nm, peso intorno ai 200 kg | La nuova naked di riferimento, più moderna e più piena | Chi vuole il modello attuale con il miglior equilibrio tra potenza e tecnologia |
| 1390 Super Duke R Evo | LC8 V-twin da 1.350 cm³ con sospensioni semi-attive Gen 3 | 190 CV, 145 Nm, tank da 17,5 l, peso intorno ai 200 kg | La variante più raffinata, regolabile e completa | Chi vuole l’esperienza più evoluta possibile, senza rinunciare alla cattiveria della piattaforma |
Se ti interessa soprattutto la guida pura, la R Evo è quella che definisce il carattere della famiglia. Se fai tanti chilometri veri, la GT ha più senso di quanto racconti il nome “Super Duke”: posizione meno esasperata, serbatoio da 23 litri, sospensioni semiattive e un’impostazione molto più adatta alla strada di tutti i giorni. La 1390, invece, è la risposta di KTM per chi vuole il riferimento più moderno, con più cilindrata e più tecnologia.
In pratica, io la semplificherei così: la 1290 R Evo è la scelta emotiva, la GT è la scelta razionale, la 1390 è la scelta di chi vuole il capitolo più recente della storia Duke.
Come va davvero su strada e in pista
Nelle prove di Cycle World ricorre sempre lo stesso equilibrio: il motore è esuberante, ma il telaio e le sospensioni tengono la moto molto più composta di quanto ci si aspetti. Io trovo che sia questo il vero segreto della Super Duke: non ti chiede solo coraggio, ti chiede anche di fidarti del pacchetto meccanico.
In città
Qui la moto non diventa fragile, ma chiede attenzione. Il comando del gas è pronto, il baricentro alto si sente e il calore del V-twin, nelle giornate calde o nel traffico, non sparisce per magia. In compenso la posizione di guida è naturale e il manubrio largo aiuta nelle manovre. Se vieni da una sportiva, la differenza è enorme; se vieni da una moto più tranquilla, il primo contatto può sembrare eccessivo. Il consiglio pratico che do sempre è semplice: provala nel traffico, non solo sul tratto bello del giro demo.
Sulle strade veloci
È il suo terreno ideale. Qui la coppia del bicilindrico ha senso, la moto si alleggerisce mentalmente e la ciclistica smette di sembrare “troppo” per diventare precisa. La semi-attiva, dove presente, lavora proprio in questo scenario: riduce l’effetto rimbalzo sulle sconnessioni e rende la moto molto più leggibile quando il fondo non è perfetto. In una naked così potente, questa è la differenza tra una moto spettacolare solo sulla carta e una moto che davvero ti fa venire voglia di allungare il giro.
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In pista
Qui la 1290 dimostra di non essere un esercizio di stile. Il telaio, i freni e le regolazioni elettroniche la rendono credibile anche tra i cordoli, purché tu accetti che resta una naked potente e non una supersportiva carenata. La modalità TRACK, quando disponibile, è utile perché permette un intervento più diretto degli aiuti e, in pratica, riduce la sensazione di filtro tra te e la moto. Però va detto con onestà: in pista il suo margine c’è, ma il costo di sfruttarla davvero lo senti prima sul pilota che sulla scheda tecnica.
Se la usi bene, la Super Duke non è una moto intimidatoria. Se la usi male, lo diventa in fretta. Ed è proprio qui che emergono i limiti da pesare prima dell’acquisto.
I limiti che conviene pesare prima dell’acquisto
La 1290 Super Duke è affascinante proprio perché non finge di essere quello che non è. Ma questo comporta compromessi reali, e io preferisco dirli subito invece di rivestirli di entusiasmo generico.
- Calore e ingombro - in città e nei percorsi lenti la moto si sente tutta. Se la usi spesso nel traffico, il comfort percepito scende più di quanto dicano le foto.
- Costi di gestione - pneumatici sportivi, freni performanti, assicurazione e manutenzione non hanno il profilo economico di una media cilindrata.
- Ergonomia - la posizione è corretta e dominante, ma non è rilassata come quella di una GT. La statura del pilota conta davvero.
- Potenza abbondante - non è il problema principale per chi sa guidare, ma può diventarlo se cerchi una moto da usare in modo distratto o “sempre a metà”.
- Versione sbagliata - scegliere la naked estrema quando ti serve una tourer, o viceversa, è l’errore più costoso che puoi fare.
Qui la vera differenza non la fa il marchio, la fa l’onestà con cui ti rispondi: vuoi emozione, vuoi viaggiare, o vuoi entrambe le cose ma con un compromesso chiaro? La risposta cambia completamente il modello giusto.
Come leggere un esemplare usato senza farsi abbagliare
Se stai valutando una 1290 Super Duke usata, io farei una verifica molto più severa del solito. Queste moto possono essere state trattate benissimo oppure maltrattate in modo creativo, e dall’esterno non sempre si capisce. La buona notizia è che ci sono segnali concreti da controllare.| Controllo | Perché conta | Cosa voglio vedere io |
|---|---|---|
| Storico manutenzione | Su una moto così prestazionale, i tagliandi non sono opzionali | Fatture, timbri, interventi documentati e campagne aggiornamento eseguite |
| Sospensioni elettroniche o semiattive | È una delle parti più costose da ignorare | Cambio netto tra le modalità, nessun errore a quadro, comportamento coerente |
| Cambio e frizione | La coppia del V-twin mette sotto stress trasmissione e innesti | Marce precise, niente impuntamenti a freddo o a caldo, quickshifter pulito se presente |
| Impianto di raffreddamento | Nel traffico o con guida allegra la temperatura conta | Ventole operative, liquidi corretti, nessuna perdita o segno di surriscaldamento |
| Segni di cadute o pista | Freni, cerchi e leveraggi raccontano spesso la vera vita della moto | Dischi non ovalizzati, forcellone sano, forche senza trafilamenti, telaietto intatto |
| Elettronica e display | La parte digitale deve lavorare senza incertezze | Ride mode, ABS, controllo di trazione e cruscotto funzionanti in modo stabile |
Il test che faccio sempre per primo è questo: partenza a bassa velocità, inversioni lente, qualche tratto sconnesso e poi una tirata progressiva. Se la moto ha problemi nascosti, lì emergono. Se invece tutto è sano, la 1290 ti fa capire in pochi minuti quanto sia stata progettata bene. E quando l’esemplare è chiaro, resta solo una domanda: quale interpretazione della piattaforma ha più senso per te?
La scelta che farei oggi tra naked pura, GT e 1390
Se dovessi ridurre tutto a una scelta pratica, io la dividerei così:
- 1290 Super Duke R Evo se vuoi il colpo di reni della vecchia scuola: tanto carattere, tanta sensazione meccanica, uso più sporco e meno turistico.
- 1290 Super Duke GT se vuoi una moto che faccia anche viaggi veri senza trasformarti in un passeggero della tua stessa scomodità. Il serbatoio da 23 litri e l’impostazione sport-tourer fanno davvero la differenza.
- 1390 Super Duke R/Evo se vuoi il riferimento attuale e ti interessa il pacchetto più moderno, sapendo che la tariffa d’ingresso e la vivacità del motore non lasciano molto spazio ai compromessi.
La cosa che consiglio sempre, al di là della scheda tecnica, è di provarla nel contesto in cui la userai davvero: traffico, tangenziale, tornanti e un tratto sconnesso. Solo così capisci se ti serve una naked estrema, una GT muscolosa o semplicemente una moto più gestibile. Per me, questa è la chiave per leggere bene la famiglia Super Duke nel 2026.