La quinta generazione della Monster cambia più di quanto sembri a prima vista: non è solo una naked aggiornata, ma una moto ripensata attorno al nuovo V2 da 890 cc, a una posizione di guida più accessibile e a un pacchetto elettronico molto più completo. Qui trovi una lettura pratica del modello, delle differenze tra le versioni, dei costi reali e di ciò che emerge dalle prime valutazioni su strada, così capisci se questa Ducati è davvero centrata per il tuo uso.
I punti che contano davvero prima di scegliere la Monster
- Motore: bicilindrico V2 da 890 cc, con 111 CV e 91,1 Nm, pensato per avere più prontezza e fluidità rispetto alla generazione precedente.
- Peso e accessibilità: 175 kg senza carburante e sella a 815 mm, abbassabile fino a 775 mm con gli accessori dedicati.
- Elettronica: 4 riding mode, DTC, DWC, EBC, ABS cornering e quickshifter DQS up/down 2.0.
- Prezzo in Italia: si parte da 12.890 euro per Monster e da 13.290 euro per Monster+.
- Uso quotidiano: è più facile da gestire nel traffico di quanto sembri, ma resta una naked sportiva, non una moto da turismo.
- Manutenzione: tagliando olio ogni 15.000 km o 24 mesi, controllo gioco valvole a 45.000 km.

Come è cambiata davvero la Monster di nuova generazione
Io la leggo così: la nuova Monster non cerca di stupire con soluzioni esagerate, ma di rendere più facile quello che da sempre la rende desiderabile. Il cuore è il nuovo V2 da 890 cc, un bicilindrico a 90° con 111 CV a 9.000 giri/min e 91,1 Nm a 7.250 giri/min, abbinato a un telaio monoscocca in alluminio e a sospensioni Showa con forcella rovesciata da 43 mm. È una combinazione che, sulla carta, sposta l’asticella verso leggerezza percepita, risposta più pulita e maggiore facilità nei cambi di direzione.
Il dato che secondo me racconta meglio il progetto è il peso: 175 kg senza carburante, con una sella a 815 mm che può scendere a 795 mm con la sella bassa e a 775 mm con il kit ribassato. Tradotto: resta una naked dal carattere Ducati, ma non è più una moto che ti mette in soggezione appena la muovi da fermo. Anche il manubrio più alto e avanzato va nella stessa direzione, perché aiuta nei movimenti lenti e alleggerisce la postura sulle uscite quotidiane.
Sul lato elettronico il pacchetto è ormai molto maturo: 4 riding mode, Power Mode dedicati, DTC, DWC, EBC e ABS cornering lavorano per rendere la moto più leggibile tanto nel traffico quanto sulle strade veloci. In più arrivano il Ducati Quick Shift up/down 2.0, il TFT da 5 pollici e i fari full LED con DRL. Non è il genere di dotazione che serve a fare scena: serve a rendere la moto più precisa da usare ogni giorno, e questo fa una differenza concreta. Ed è proprio qui che entrano in gioco le impressioni di guida, perché il passo successivo non è leggere la scheda tecnica, ma capire come si comporta davvero su strada.
Come va su strada e perché le recensioni sono in gran parte positive
Le prime valutazioni convergono su un punto semplice: il carattere della Monster è rimasto, ma la moto è diventata più moderna e più facile da interpretare. Il giudizio che torna più spesso è quello di una naked più piena sotto, più lineare nella risposta e meno nervosa del passato quando la usi davvero, non solo quando la guardi in vetrina. È il tipo di evoluzione che io apprezzo, perché non snatura il modello e allo stesso tempo lo rende più credibile per chi la usa tutti i giorni.
- Nel traffico la posizione è più naturale di quanto ci si aspetti da una Ducati sportiva, e la sella ribassata aiuta chi non vuole una moto impegnativa nelle manovre.
- Nelle strade di misto il pacchetto telaio-sospensioni-freni dà una sensazione di precisione molto pulita: la moto entra bene in curva e non sembra mai pesante da correggere.
- Nell’uso allegro il nuovo V2 aiuta perché spinge con più facilità ai medi, senza obbligare a tenere il motore sempre alto per divertirsi.
- In autostrada resta una naked pura: il vento si sente e la protezione aerodinamica non è il suo mestiere.
Qui vale una precisazione che spesso viene sottovalutata: una Monster piace davvero a chi vuole una moto reattiva, compatta e viva, non a chi cerca comfort da sport-tourer. Il serbatoio da 14 litri e la struttura essenziale la rendono coerente con quel ruolo, ma non possono trasformarla in una moto da grande viaggio. Per me è un limite corretto, non un difetto, purché lo si capisca prima dell’acquisto. E proprio per questo conviene guardare con attenzione alle versioni disponibili, perché il prezzo cambia poco ma l’uso percepito cambia abbastanza.
Monster, Monster+ e Sport Livery a confronto
Se il dubbio è quale allestimento scegliere, la differenza vera non sta nel motore ma nella dotazione e nel tipo di immagine che vuoi dare alla moto. Ducati Italia la propone da 12.890 euro per la Monster e da 13.290 euro per la Monster+; entrambe sono disponibili anche in versione depotenziata da 35 kW, rispettivamente a 11.890 e 12.290 euro. In pratica il salto tra le due versioni base è contenuto, quindi conviene ragionare in termini di utilizzo reale e non solo di listino.
| Versione | Prezzo in Italia | Differenza concreta | La sceglierei se... |
|---|---|---|---|
| Monster | 12.890 euro | Allestimento più essenziale | vuoi spendere il meno possibile e preferisci personalizzarla da subito |
| Monster+ | 13.290 euro | Cupolino e cover sella passeggero inclusi | ti interessa un look più completo e un minimo di riparo in più |
| Versione 35 kW | 11.890 / 12.290 euro | Depotenziata per patente A2 | stai entrando nel mondo Ducati con una moto già impostata bene |
Nel 2026 è arrivata anche la nuova Sport Livery, un aggiornamento che punta più sull’impatto visivo che sulla sostanza tecnica: il prezzo sale a 13.390 euro per la Monster e a 13.890 euro per la Monster+. È una scelta sensata se per te il design pesa quasi quanto la meccanica, meno se cerchi il miglior rapporto euro/essenza. In ogni caso, la differenza vera resta la stessa: tutte condividono il V2, il peso di 175 kg e il pacchetto elettronico completo, quindi la scelta è più di stile che di prestazione. Da qui si passa al punto che spesso decide l’acquisto più della scheda tecnica: quanto costa davvero tenerla in forma.
Costi di gestione e manutenzione da mettere in conto
La Monster 2026 non è una moto “economica” in senso assoluto, ma nemmeno una Ducati che ti costringe a mettere in conto spese fuori scala se la usi con criterio. Il dato utile è questo: tagliando olio ogni 15.000 km o 24 mesi, controllo gioco valvole a 45.000 km, garanzia di 24 mesi senza limiti di chilometraggio. Per chi fa un uso medio annuo, vuol dire una gestione abbastanza ordinata e prevedibile.
Le percorrenze dichiarate sono di 5,2 l/100 km, con emissioni di 120 g/km di CO2. Nella vita reale il consumo dipenderà moltissimo dallo stile di guida, perché una naked come questa invita a usare spesso il motore in modo allegro; però il dato di partenza è ragionevole per una moto da 111 CV. Io terrei d’occhio soprattutto tre voci indirette: pneumatici, trasmissione finale e freni, perché il mix di peso contenuto, risposta pronta e uso sportivo tende a farli lavorare più di quanto sembri su una scheda tecnica.
C’è anche un aspetto pratico che molti trascurano: gli accessori predisposti, come TPMS, cruise control, manopole riscaldate, navigazione turn-by-turn e Ducati Multimedia System, mostrano che la moto è pensata per essere vissuta tutti i giorni, non solo nei weekend. Questo non la trasforma in una tourer, ma le dà una versatilità migliore di quella che ci si aspetta da una naked compatta. A quel punto la domanda diventa molto concreta: per chi è davvero la scelta giusta?
Per chi ha senso davvero e quando guardare altrove
Se dovessi sintetizzarla senza giri di parole, direi che la Monster ha senso per chi vuole una naked premium, leggera nella percezione, facile da portare e abbastanza sportiva da non annoiare mai. È una scelta forte se fai città, tangenziali, uscite domenicali e qualche tratto collinare, perché in quel mix di contesti la moto mostra il meglio di sé senza diventare scomoda o impegnativa.
- Ha molto senso se vieni da una moto meno raffinata e vuoi fare un salto netto in qualità di telaio, freni ed elettronica.
- Ha molto senso se cerchi una Ducati che non richieda un fisico da pilota per essere goduta.
- Ha meno senso se fai spesso autostrada lunga o porti il passeggero come uso principale.
- Ha meno senso se vuoi una moto molto protettiva, molto turistica o volutamente estrema nell’impostazione.
Rispetto ad altre Ducati, io la vedo come il punto d’equilibrio tra la parte emotiva del marchio e una facilità d’uso reale. Chi vuole qualcosa di più aggressivo e caricato in avanti dovrebbe guardare più in alto nella gamma naked; chi vuole una moto più rilassata e meno sportiva potrebbe trovare più logica una proposta diversa, magari con impostazione meno racing. La Monster, invece, resta centrata su una parola precisa: essenzialità, ma fatta bene. E questo è il motivo per cui continua a parlare a motociclisti molto diversi tra loro, non solo a chi è già innamorato del nome.
Se la stai valutando adesso, controlla questi tre dettagli prima di decidere
Prima di fermarti su una configurazione, io controllerei tre cose molto concrete: la sensazione da fermo con la sella a 815 mm, l’utilità reale della Monster+ rispetto ai 400 euro di differenza, e il tipo di utilizzo che farai nei primi dodici mesi. Se la moto sarà soprattutto urbana o da gite brevi, il modello base ha già tutto quello che serve; se invece vuoi un po’ più di finitura e prevedi qualche uscita con passeggero, la Plus ha più senso di quanto dica il listino da solo.
La lettura finale è questa: la quinta generazione non stravolge la Monster, ma la rende più adulta, più accessibile e più coerente con l’uso quotidiano. Se cerchi una naked con personalità vera, qualità percepita alta e una parte tecnica finalmente all’altezza dell’aspettativa, qui c’è sostanza. Se invece vuoi una moto da viaggio mascherata da sportiva, conviene guardare altrove. Io farei la prova su strada con attenzione soprattutto a maneggevolezza, protezione dal vento e comodità della sella: sono i tre dettagli che separano una bella scheda tecnica da una moto che funziona davvero per te.