La Ducati Multistrada V4 è una delle maxi-enduro più complete della categoria: nasce per viaggiare lontano, ma resta brillante quando la strada si apre. In questa guida metto ordine tra le versioni attuali, le differenze vere tra base, S, Rally, Pikes Peak e RS, e i dettagli che contano davvero quando devi scegliere. Ho voluto tenere il taglio pratico: numeri, comfort, costi, manutenzione e limiti reali.
I punti chiave da portare a casa
- Il cuore della gamma è il V4 Granturismo da 1.158 cc, con 170 CV e 124 Nm: tanta spinta, ma erogata in modo molto lineare.
- La V4 S è la scelta più equilibrata per la maggior parte dei motociclisti: più tecnologia, più comfort, prezzo ancora sensato.
- La Rally ha senso se fai davvero turismo lungo, spesso in coppia e con bagagli, oppure se alterni asfalto e sterrato leggero.
- La Pikes Peak punta sulla guida sportiva su strada; la RS è la più esclusiva e meno razionale della famiglia.
- La manutenzione è meno impegnativa di quanto suggeriscano i numeri di potenza: tagliando olio a 15.000 km o 24 mesi e controllo gioco valvole a 60.000 km.
- Il vero nodo non è solo il motore: contano altezza sella, peso percepito, elettronica e tipo di viaggio che fai davvero.
Che tipo di moto è davvero
Io la leggo così: non è una adventure pura, non è una sport-tourer classica e non è nemmeno una sportiva con il manubrio alto. La Multistrada V4 è una crossover stradale costruita per fare tanti chilometri con un livello di comfort e controllo molto alto, senza perdere il carattere Ducati. Il V4 Granturismo da 1.158 cc porta 170 CV e 124 Nm, ma il punto forte non è la cifra in sé: è il modo in cui la moto li rende utilizzabili tutti i giorni.
Su strada questo significa due cose. La prima è che la spinta c’è sempre, anche a medio regime, quindi nei sorpassi e nei tratti veloci non ti manca mai margine. La seconda è che la moto nasce per stare bene anche con passeggero e bagagli: serbatoio da 22 litri, ergonomia impostata per il turismo e una piattaforma che, nelle versioni più ricche, rende la guida meno faticosa. Sulla V4 base la sella è regolabile tra 840 e 860 mm, quindi non è una moto “bassa”, ma resta più gestibile di quanto sembri guardandola ferma sul cavalletto.
Il mio giudizio di fondo è semplice: se vuoi una moto che faccia bene più cose di quante ne prometta, questa è credibile. Se invece cerchi la leggerezza di una media cilindrata o l’agilità di una naked, stai guardando il prodotto sbagliato. Da qui ha senso entrare nelle versioni, perché la famiglia cambia parecchio da un allestimento all’altro.

Le versioni che contano davvero
La differenza tra i modelli non è cosmetica. Cambiano peso, sospensioni, altezza, dotazione elettronica e vocazione. Se guardi solo i cavalli rischi di comprare la versione sbagliata per il tuo uso reale.
| Versione | Per chi la vedo bene | Dati che contano | Prezzo indicativo |
|---|---|---|---|
| Multistrada V4 | Chi vuole entrare nella gamma con il minimo necessario e un’impostazione più semplice | 170 CV, 229 kg, 22 l, TFT da 5", sospensioni meccaniche, radar optional | Da 21.090 € |
| Multistrada V4 S | La scelta più equilibrata per turismo, uso misto e comfort quotidiano | 170 CV, 231 kg, TFT da 6,5", Ducati Connect, sospensioni semiattive, radar disponibile | Da 25.490 € in Ducati Red, 25.790 € nelle altre colorazioni principali |
| Multistrada V4 Rally | Chi viaggia tanto, spesso in coppia, e vuole più autonomia e più corsa sospensioni | 170 CV, 240 kg, serbatoio da 30 l, escursione ruota 200 mm, radar di serie, abbassatore automatico | Da 29.190 € |
| Multistrada V4 Pikes Peak | Chi vuole una Multistrada molto più stradale e sportiva, soprattutto nei passi | 170 CV, 227 kg, ruota anteriore da 17", sospensioni Öhlins Smart EC 2.0, componenti in carbonio, Riding Mode Race | Circa 33.190 € |
| Multistrada V4 RS | Chi vuole il lato più esclusivo e più “racing” della famiglia | 180 CV, 225 kg, motore Desmosedici Stradale, frizione a secco, taratura dedicata | 39.790 € |
Se devo essere diretto, la V4 S è il punto dolce della gamma. La base è più razionale, la Rally è più specialistica, la Pikes Peak è più affilata e la RS è una dichiarazione d’intenti. In pratica: più sali di listino, più la moto smette di essere “universale” e diventa una scelta di gusto. Ed è proprio qui che conviene capire come si comporta davvero in marcia.
Come si guida su strada, in autostrada e sui passi
In città e nel traffico
Qui emergono subito due fattori: peso percepito e altezza sella. La V4 standard, con i suoi 229 kg dichiarati, è la più sensata se fai anche tragitti urbani o manovre frequenti; la S aggiunge un po’ di massa e di complessità, ma in cambio migliora comfort e controllo. La Rally è quella che richiede più attenzione: la sella parte da 870 mm e, pur avendo l’abbassatore automatico, resta una moto alta e impegnativa da spostare da ferma.
Se vivi molto il traffico, non mi fisserei solo sul fascino del top di gamma. Su una moto così grande la differenza la fa il feeling a bassa velocità, non la scheda tecnica. E questo è uno dei motivi per cui io non sceglierei la Rally “per principio”: va scelta solo se il tuo uso la giustifica davvero.
Sulle statali e in autostrada
Qui la Multistrada V4 fa capire perché è così apprezzata. La protezione aerodinamica è buona, la posizione di guida è naturale e il controllo di trazione del motore resta sempre molto progressivo. Con il serbatoio da 22 litri e un consumo omologato di 6,6 l/100 km, l’autonomia teorica sfiora i 330 km; nella pratica io ragionerei su un intervallo un po’ più prudente, soprattutto se viaggi con bagagli o tieni un passo allegro.
Il passeggero non è un ospite di passaggio. Ducati ha lavorato bene su sella e supporti, quindi la moto resta credibile anche in due. Su questo punto la Rally alza l’asticella: serbatoio da 30 litri, dotazione da gran viaggiatrice e sospensioni a corsa maggiorata la rendono più convincente quando il viaggio diventa davvero lungo. È una differenza concreta, non di marketing.
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Nei passi e su strade più guidate
Qui la Pikes Peak si stacca dal resto. La ruota anteriore da 17 pollici, le sospensioni Öhlins elettroniche e il Riding Mode Race la rendono molto più precisa nei cambi di direzione e più ferma quando vuoi entrare deciso in curva. Non la chiamerei “Multistrada estrema” e basta: è più corretta come Multistrada da strada sportiva, perché conserva l’usabilità del nome ma sposta il baricentro verso la guida brillante.
La RS va ancora oltre sul piano emotivo, ma per me la sua utilità quotidiana è più limitata. È una moto per chi cerca qualcosa di speciale ogni volta che apre il garage. Se invece il tuo scenario è “autostrada, statali, gite veloci e qualche tratto di montagna”, la V4 S resta più bilanciata. Da qui la parte più interessante non è più la guida, ma la tecnologia che ti aiuta a usarla meglio.
Tecnologia e sicurezza che servono ogni giorno
Su questa famiglia la tecnologia non è un accessorio da brochure. Ducati è stata tra le prime a portare su una moto un pacchetto radar completo, e qui la cosa ha senso soprattutto nei viaggi lunghi: Adaptive Cruise Control per mantenere la distanza dal veicolo davanti, Blind Spot Detection per segnalare i mezzi nell’angolo cieco e Forward Collision Warning per avvisarti quando l’avvicinamento diventa rapido. In parole semplici: non guida la moto al posto tuo, ma toglie fatica nei contesti ripetitivi.
A questo si sommano Cornering ABS, Ducati Traction Control, Ducati Wheelie Control, Vehicle Hold Control e, sulle versioni più complete, Ducati Connect con navigatore cartografico. Il TFT da 6,5 pollici su S e Rally è più comodo del display da 5 pollici della V4 base, soprattutto quando usi mappa, telefono e impostazioni elettroniche. Il termine “Ducati Skyhook Suspension” indica le sospensioni semiattive: leggono il fondo e regolano l’assetto per tenere insieme comfort e sostegno. È una delle poche soluzioni elettroniche che, secondo me, si sentono davvero nella guida vera.
Se però preferisci una moto più essenziale, la V4 standard ha ancora senso. Meno schermi, meno menu e una dotazione più diretta possono piacere a chi vuole concentrarsi sulla strada senza troppi passaggi tra le impostazioni. Il punto è capire se cerchi semplicità o un supporto elettronico completo: entrambe le strade sono valide, ma non portano allo stesso tipo di esperienza.
Costi di acquisto e manutenzione da mettere in conto
Il prezzo di acquisto è solo il primo pezzo del conto. La buona notizia è che il V4 Granturismo è stato progettato proprio per i viaggi lunghi, e la manutenzione riflette questa filosofia: tagliando olio ogni 15.000 km o 24 mesi, controllo gioco valvole a 60.000 km, tagliando annuale a 12 mesi e garanzia di 48 mesi a chilometraggio illimitato. Per una moto di questo livello non è poco, perché sposta il baricentro dei costi dalla manutenzione straordinaria all’uso normale.
| Voce | Intervallo | Impatto pratico |
|---|---|---|
| Tagliando annuale | 12 mesi | È il controllo base da mettere in calendario anche se fai pochi chilometri. |
| Oil service | 15.000 km o 24 mesi | Riduce la frequenza dei passaggi in officina rispetto a molte concorrenti della stessa fascia. |
| Controllo gioco valvole | 60.000 km | È il dato che cambia davvero la percezione dei costi sul lungo periodo. |
| Garanzia | 48 mesi, chilometraggio illimitato | Dà più serenità a chi macina strada e tiene la moto a lungo. |
Nel budget reale io metterei in conto anche pneumatici, accessori e assicurazione. Su moto così potenti il costo d’uso non lo fa solo il tagliando: lo fanno la gomma che scegli, il tipo di viaggio e quanto carichi la moto. La Rally e la Pikes Peak, per esempio, hanno una dotazione più ricca e quindi più valore, ma anche più elementi da mantenere e più tentazioni da aggiungere con gli accessori. Da qui la scelta giusta conta più del listino nudo e crudo.
Come scegliere la versione giusta senza sbagliare
Se dovessi tradurre tutta la gamma in scelte pratiche, la mia lettura sarebbe questa:
- V4 se vuoi la porta d’ingresso alla famiglia, fai soprattutto strada e preferisci una moto meno complessa.
- V4 S se vuoi il miglior equilibrio tra comfort, elettronica, valore percepito e usabilità quotidiana.
- Rally se viaggi davvero tanto, porti spesso un passeggero e vuoi più autonomia e più margine sulle strade brutte.
- Pikes Peak se il tuo terreno sono i passi, le curve veloci e una guida più precisa e aggressiva.
- RS se cerchi la Multistrada più esclusiva e sei disposto a pagare per un carattere quasi da oggetto da collezione.
Qui conviene essere sinceri: non esiste la versione migliore in assoluto. Esiste la versione giusta per il tuo uso. Se fai commuting misto a weekend fuori porta, la V4 S è quasi sempre la risposta più pulita. Se invece vivi di viaggio lungo e vuoi una moto che ti accompagni lontano senza chiederti compromessi, la Rally ha più senso di quanto suggerisca il prezzo. La Pikes Peak e la RS, invece, vanno capite per quello che sono: moto più emotive che razionali.
Un ultimo criterio che uso sempre è la statura. La V4 e la V4 S sono già impegnative, ma la Rally va provata con calma perché la seduta alta cambia molto la fiducia a bassa velocità. Se hai gambe corte o vuoi gestire spesso inversioni e parcheggi stretti, non fidarti solo dei numeri: salici sopra, prova la manovra da fermo e guarda quanto ti senti naturale. Questo dettaglio vale più di mezza scheda tecnica.
Il controllo che farei prima di comprarla
Prima di firmare, io farei tre cose molto semplici: sedermi con gli stivali che userei davvero, verificare quanto facilmente raggiungo il suolo e provare la moto a bassa velocità. Sembra banale, ma su una Multistrada il feeling da fermo e nei primi metri decide più della potenza massima. Se il concessionario ti lascia fare un test ride, sfruttalo per capire se il manubrio, il parabrezza e la sella sono davvero adatti al tuo fisico.
La seconda verifica riguarda gli accessori. Parabrezza più alto, selle ribassate, top case, manopole riscaldate, radar o pacchetti Factory Made possono cambiare parecchio l’esperienza d’uso. La terza riguarda il tuo scenario reale: se fai quasi tutto asfalto e vuoi una Ducati che lavori bene ogni giorno, la V4 S è la scelta che consiglierei più spesso. Se invece cerchi la versione più adatta al turismo vero, la Rally è la più completa; se vuoi emozione e precisione, guarderei Pikes Peak o RS con occhio meno razionale e più onesto su ciò che sei disposto a sacrificare.
In sintesi, questa è una moto che va capita prima di essere comprata. Chi la sceglie bene si ritrova una compagna di viaggio fortissima; chi la sceglie per immagine rischia di portarsi a casa un mezzo troppo grande o troppo costoso per il proprio uso. Per me, il vantaggio più importante della Multistrada V4 non è che sa fare tutto: è che ti fa capire in fretta quale di quelle cose ti serve davvero.