I punti da tenere d’occhio sulla 752S sono chiari e si leggono bene nell’uso quotidiano
- Frizione e punto di stacco sono il difetto più discusso, soprattutto nel traffico e nelle ripartenze.
- Vibrazioni e taratura delle sospensioni pesano di più sopra i 130 km/h e sull’asfalto rovinato.
- Elettronica essenziale: niente controllo di trazione e strumentazione piuttosto povera di informazioni.
- Manutenzione regolare e controlli sul libretto contano molto per evitare che un esemplare trascurato sembri “insicuro”.
- Peso e comfort la rendono meno convincente se cerchi una moto da commuting intenso o da lunghi viaggi.
I problemi che emergono davvero quando la si usa tutti i giorni
| Segnale ricorrente | Cosa può indicare | Quanto incide | Cosa faccio io |
|---|---|---|---|
| Stacco frizione poco chiaro | Taratura del comando, feeling iniziale non perfetto, possibile esemplare non messo a punto bene | Alto in città | Prova a caldo, ripartenze ripetute, manovre lente |
| Vibrazioni sopra i 130 km/h | Limite tipico di una naked pesante e poco filtrata | Medio-alto in autostrada | Controllo manubrio, pedane e specchi durante il test |
| Sospensione posteriore secca | Taratura rigida e mono che assorbe poco sullo sconnesso | Alto su buche, dossi e pavé | Passo su pavé e asfalto rovinato prima di comprare |
| ABS molto invasivo | Calibrazione prudente, soprattutto sui fondi irregolari | Medio | Provo frenate progressive su asfalto non perfetto |
| Strumentazione povera | Dotazione semplice, poche informazioni utili | Basso sul piano meccanico, medio su quello pratico | Valuto se per me contano navigazione, connettività e dati di bordo |
In pratica, i difetti più citati non fanno pensare a un motore “delicato”, ma a una moto che richiede più tolleranza di una giapponese equivalente. Ed è proprio per questo che il primo elemento da capire bene resta la frizione.
La frizione è il punto più discusso, non il motore
Tra tutte le segnalazioni sulla 752S, la frizione è quella che ricorre con più costanza. Le prove stradali la descrivono spesso come poco modulabile o con un punto di stacco non chiarissimo, e questo si sente soprattutto nelle partenze lente, nei tornanti stretti e nel traffico stop-and-go.
Qui la differenza la fa molto l’esemplare specifico. Ho letto e visto riscontri opposti: in alcuni casi la frizione è stata giudicata brusca all’inizio ma poi più morbida con i chilometri, in altri è rimasta meno prevedibile del previsto. Io, su una moto del genere, la provo sempre in tre condizioni: a freddo, dopo aver scaldato il motore e dopo alcuni stop ripetuti. Se lo stacco resta impreciso anche così, non lo considererei un dettaglio da ignorare.
Il cambio, invece, viene giudicato meglio della frizione: innesti corti, rapporti ben distanziati e una trasmissione che in genere non è il vero problema. Questo è importante, perché significa che la sensazione di “moto poco raffinata” nasce più dal comando frizione che dal gruppo cambio in sé. In altre parole, la base meccanica non è il punto debole principale, ma la qualità del comando sì. E da qui il passo successivo è capire quanto contino ciclistica e comfort nel giudizio complessivo.
Vibrazioni, peso e taratura delle sospensioni cambiano il giudizio

La 752S pesa parecchio per essere una naked media, e questo si avverte soprattutto nelle manovre da fermo e nei cambi di direzione lenti. Il dato ufficiale è di 226 kg a secco: non è un valore scandaloso, ma non aiuta se cerchi una moto agile come una media leggera. In città la senti nelle inversioni strette, nei parcheggi e nelle ripartenze continue; fuori città, invece, il peso si maschera meglio.
La seconda questione è la sospensione posteriore. Più di una prova segnala una risposta secca del mono, soprattutto sull’asfalto rotto e sui dossi, e il motivo è abbastanza chiaro: il forcellone lavora con un assetto orientato alla semplicità e alla guida stradale, ma non sempre alla comodità. Qui il termine leveraggio conta: indica il sistema di rinvii che rende la risposta del mono più progressiva, e quando manca o è meno raffinato la moto può sembrare più rigida di quanto ci si aspetti.
Le vibrazioni non sono catastrofiche, ma sopra certe andature si fanno notare su manubrio e pedane. Il quadro che emerge è semplice: la 752S va bene se accetti una naked con un po’ di carattere meccanico, meno bene se vuoi una moto filtrata, rilassata e davvero comoda per tanti chilometri. E questo porta dritti alla sua dotazione elettronica, che è essenziale ma non sempre al passo con le aspettative di oggi.
Elettronica essenziale e ABS non sempre perfetto
La 752S nasce con una dotazione sobria. Non c’è il controllo di trazione, e la strumentazione non brilla per quantità di informazioni utili. Non è un guasto, è una scelta di progetto, ma nel 2026 pesa di più rispetto a qualche anno fa perché molte rivali offrono già un pacchetto più completo.
L’ABS è un altro punto da leggere con attenzione: nelle prove più attente viene descritto come piuttosto invasivo sui fondi sconnessi. Significa che, soprattutto se freni forte su asfalto irregolare, puoi avvertire un intervento più evidente del previsto. Non lo considererei un difetto di sicurezza in senso stretto, ma una taratura da conoscere bene prima di comprare.
Qui c’è un principio che applico sempre: una moto senza elettronica avanzata non è automaticamente problematica, ma richiede più consapevolezza da parte del pilota. Se usi la 752S con mano pulita, gomme buone e manutenzione corretta, la semplicità non è un limite assoluto. Se però vuoi margine extra su pioggia, pendolarismo pesante e fondo sporco, questa essenzialità la senti subito. Per questo la manutenzione e la storia del singolo esemplare diventano decisive.
Manutenzione regolare e campagne da verificare con il VIN
Il libretto uso e manutenzione è utile più di quanto sembri, perché dice una cosa fondamentale: la 752S va seguita con costanza. Il primo controllo è previsto a 1.000 km e poi i richiami si allungano fino ai 7.000 km secondo il piano periodico. L’olio motore va controllato con frequenza, e il manuale invita a verificare il livello anche ogni 500 km.
Ci sono poi altri controlli che io non trascurerei mai su questa moto: liquido freni e circuito frizione secondo il piano previsto, liquido refrigerante prima dell’uso e catena sempre pulita e ben lubrificata. Non è una lista speciale per la 752S, ma su una naked di questo tipo fa la differenza tra un esemplare piacevole e uno che inizia a sembrare ruvido, rumoroso o poco preciso.
Prima di chiudere un acquisto, controllerei anche eventuali aggiornamenti o campagne ufficiali tramite il VIN. È un passaggio semplice e sensato, perché ti dice se la moto è allineata agli interventi richiesti dal costruttore. In altre parole: molte “problemi” percepiti nascono da manutenzione saltata, gomme vecchie, catena trascurata o piccoli aggiornamenti mai eseguiti. E da qui si passa alla valutazione pratica di un usato.
Come valuterei un esemplare usato prima di firmare
Quando guardo una 752S usata, io non mi fermo al chilometraggio. Mi interessa di più come è stata trattata nei primi anni, perché su questa moto il feeling cambia parecchio tra un esemplare curato e uno lasciato andare. I controlli che faccio sono questi:
- Partenza da fredda con ascolto del minimo e verifica di eventuali irregolarità.
- Prova frizione in città, con ripartenze lente e cambi marcia a bassa velocità.
- Verifica del mono su buche, dossi e pavé, per capire se la risposta è troppo secca.
- Test autostradale o a velocità sostenuta per sentire vibrazioni e stabilità del manubrio.
- Controllo di tagliandi, ricevute e corrispondenza con il piano manutenzione.
- Stato di pneumatici, catena, pignone e corona, perché sono spesso il primo indizio di un uso trascurato.
Se un esemplare mostra frizione stanca, sospensioni dure, manutenzione incerta e nessuna prova di aggiornamenti, io lo considero un acquisto a rischio. Se invece il comportamento è coerente, il servizio è documentato e la moto è stata usata con criterio, il quadro cambia parecchio. E a questo punto resta una domanda utile: per chi ha ancora senso davvero questa naked?
Quando la 752S ha senso e quando guarderei altrove
La 752S ha senso se cerchi una naked con più personalità che sterilità, un motore piacevole e un prezzo che, a parità di cilindrata, resta competitivo. Io la vedo bene per chi vuole una moto da gite brevi o medie, con guida coinvolgente e senza troppe sovrastrutture elettroniche. Funziona meno bene se il tuo uso principale è pendolare intenso, traffico quotidiano o turismo veloce con tante ore di autostrada.
Se invece la tua priorità è una frizione impeccabile, una taratura sospensioni più morbida sullo sconnesso e un pacchetto elettronico più ricco, allora guarderei altrove senza troppi dubbi. Non perché la 752S sia sbagliata, ma perché chiede un certo tipo di pilota: uno che accetta il compromesso in cambio di carattere e valore percepito. In questa chiave, i suoi difetti non la distruggono; semplicemente ne definiscono il profilo.
La sintesi che mi porto a casa è netta: la Benelli 752S non va giudicata come una moto fragile, ma come una naked da verificare bene su frizione, sospensioni e storia manutentiva. Se questi tre punti tornano, il resto è più che gestibile; se non tornano, il risparmio iniziale rischia di sparire in fretta tra nervosismi, regolazioni e interventi successivi.