Honda CB750 Hornet - Vale la pena nel 2026? La guida completa

5 aprile 2026

Honda CB 750 Hornet grigia e gialla parcheggiata su strada.

Indice

La Honda CB750 Hornet è una naked media pensata per chi vuole una moto agile in città, abbastanza brillante nei trasferimenti extraurbani e moderna nella dotazione. In questo articolo metto ordine tra numeri, sensazioni di guida e punti da valutare davvero prima dell’acquisto: motore, elettronica, E-Clutch, comfort quotidiano, costi e margini di personalizzazione.

Le informazioni essenziali sulla Hornet 750

  • Bicilindrico parallelo da 755 cm³ con 92 CV e 75 Nm, impostato per offrire spinta piena ai medi regimi.
  • Nel 2026 il modello per l’Italia punta sulla Honda E-Clutch, abbinata al Throttle by Wire, con versione disponibile anche da 35 kW per patente A2.
  • Il peso dichiarato è di 192 kg in ordine di marcia e l’altezza sella è di 795 mm, due valori che aiutano nella gestione quotidiana.
  • Il prezzo di listino italiano parte da 8.390 euro, con una dotazione elettronica già matura per la categoria.
  • Il consumo dichiarato è di 4,3 L/100 km WMTC: con 15,2 litri di serbatoio, l’autonomia teorica supera i 350 km.
  • È una moto che ha senso se cerchi equilibrio, facilità e un carattere sportivo non esasperato.

Honda CB 750 Hornet, una moto agile e aggressiva, con livrea giallo fluo e argento. Pronta a ruggire.

Com’è fatta la Hornet 750 e perché oggi conta ancora

La Hornet attuale non è un semplice ritorno di nome: è una reinterpretazione moderna della naked media Honda, più compatta e più tecnica rispetto alla vecchia generazione a quattro cilindri. Io la leggo così: non punta a stupire con una sola dote estrema, ma a convincere per l’insieme, ed è proprio questo il motivo per cui resta interessante nel 2026.

La base tecnica è quella di una moto costruita per essere usata davvero, non solo ammirata in concessionaria. Il telaio in acciaio a diamante, la forcella Showa SFF-BP da 41 mm e il forcellone Pro-Link danno l’idea di un progetto molto orientato alla precisione, mentre il doppio faro a LED e il serbatoio scolpito le conferiscono un aspetto streetfighter coerente con il carattere della moto.

Voce Dato Perché conta
Motore 755 cm³ bicilindrico parallelo, 92 CV a 9.500 giri/min, 75 Nm a 7.250 giri/min Spinta piena ai medi, senza diventare brutale
Trasmissione 6 marce con Honda E-Clutch Più facilità in città e nei cambi di ritmo
Peso 192 kg in ordine di marcia Aiuta nella manovrabilità
Sella 795 mm Gestione abbastanza accessibile
Serbatoio 15,2 L Buona autonomia per uso misto
Consumo dichiarato 4,3 L/100 km WMTC Circa 350 km teorici con un pieno
Prezzo Italia 8.390 € Posizionamento competitivo nel segmento

Il quadro generale è chiaro: Honda ha costruito una naked che vuole stare al centro del mercato, non ai margini. E proprio per questo vale la pena guardare da vicino il pacchetto elettronico, che è la parte che più la distingue dalle medie più semplici.

Motore, elettronica ed E-Clutch non sono dettagli secondari

Il motore è il cuore del progetto, ma nel 2026 la vera novità è il modo in cui viene gestito. La combinazione tra Throttle by Wire ed E-Clutch cambia il rapporto con la moto: non è un cambio automatico, perché il cambio resta manuale a 6 rapporti, ma la frizione viene gestita elettronicamente. In pratica, si può partire, fermarsi e cambiare marcia con molta meno fatica, lasciando la leva della frizione solo quando la si vuole usare davvero.

Secondo Honda, questa soluzione si integra con le modalità di guida Sport, Standard, Rain e User, oltre a consentire la regolazione di traction control, anti-impennamento, risposta del motore e freno motore. Tradotto in linguaggio semplice: la Hornet non si limita a essere potente, ma cerca di essere anche leggibile e progressiva, qualità che per me pesano più dei numeri puri quando si parla di uso reale.

  • Sport per chi vuole una risposta più pronta e una guida più viva.
  • Standard per il compromesso più naturale nel quotidiano.
  • Rain per addolcire il carattere quando il fondo non aiuta.
  • User per cucirsi la moto addosso senza trasformarla in un oggetto complicato.
  • Honda RoadSync e display TFT da 5 pollici per gestire navigazione turn-by-turn, musica e informazioni di bordo.

Il punto importante, però, è un altro: l’E-Clutch non serve a togliere piacere di guida, ma a eliminarne gli attriti inutili. Nel traffico si sente subito la differenza; sulle strade più scorrevoli, invece, resta una moto vera, con il suo carattere meccanico e la sua risposta di coppia. Da qui si capisce anche perché il giudizio sulla guida quotidiana sia così centrale.

Come si guida davvero nella vita reale

Nelle prove di Moto.it e inSella emerge una lettura molto simile: la Hornet è facile, agile e più intuitiva di quanto il nome possa far pensare a chi ricorda la vecchia Hornet a quattro cilindri. Il bicilindrico da 755 cm³ ha una progressione corposa ai bassi e medi regimi, poi allunga con decisione quando si sale di giri; non è un motore pigro, ma neppure nervoso. Io lo trovo centrato per chi vuole una naked divertente senza doverla continuamente inseguire.

In città la moto si maneggia bene anche grazie alla sella da 795 mm e al peso contenuto. Nei tornanti e nelle strade di collina, la ciclistica sostiene una guida allegra senza mettere in crisi il pilota, mentre i freni risultano potenti ma abbastanza modulabili da non rendere la moto scorbutica. È un equilibrio che paga molto più di una scheda tecnica aggressiva, soprattutto su asfalti non perfetti.

Il limite, se vogliamo chiamarlo così, non è tanto in una mancanza di prestazioni, quanto nel fatto che la Hornet non cerca di essere tutto per tutti. Non è una sportiva travestita da naked e non è nemmeno una tourer leggera: è una media stradale molto ben riuscita, che dà il meglio quando alterni traffico, giri domenicali e trasferimenti di media durata.

A chi la consiglierei senza esitazioni

Se dovessi sintetizzare il profilo ideale, direi che la Hornet 750 ha molto senso per tre tipi di motociclista. Il primo è chi vuole una moto moderna e facile da vivere ogni giorno, con dotazione elettronica concreta e senza eccessi di peso o ingombro. Il secondo è chi torna in sella dopo una pausa e cerca una media di qualità, perché la risposta del motore e la gestione della frizione aiutano davvero a riprendere confidenza.

Il terzo è chi vuole una naked divertente ma non estrema, da usare anche per tragitti misti e uscite del fine settimana. In questo caso la Hornet è molto convincente, perché unisce prestazioni reali e una guida che non ti mette mai contro la moto. Se invece cerchi un carattere più ruvido, una sportività più marcata o una naked con impostazione più turistica, allora conviene guardare altrove e fare un confronto diretto prima di decidere.

La versione da 35 kW la rende inoltre interessante per chi ha patente A2 e vuole fare un salto di qualità senza entrare subito nel mondo delle maxi. Non è un dettaglio marginale: in questa fascia, la possibilità di crescere con una moto valida e non con un compromesso forzato cambia davvero la percezione dell’acquisto.

Accessori e manutenzione che fanno la differenza

Qui la Hornet gioca bene le sue carte, perché Honda non la lascia nuda e basta: propone accessori originali orientati a stile, sport e comfort. Io partirei da ciò che migliora l’uso reale, non da ciò che semplicemente fa scena. Un cupolino piccolo, una protezione per il serbatoio, un paramotore o una sella più comoda hanno spesso più senso di uno scarico cambiato solo per il suono.

Se la usi tutti i giorni, il mio ordine mentale sarebbe questo: protezioni, praticità, comfort. Se la usi soprattutto per il piacere di guida, allora ha più senso valutare un set-up che migliori la precisione percepita, con pneumatici coerenti, un buon controllo delle pressioni e, solo dopo, eventuali accessori estetici. La Hornet, per come è fatta, non chiede trasformazioni radicali: chiede scelte coerenti.

Dal lato manutenzione, la regola è la solita ma non banale: tenere sotto controllo olio, catena, freni, pressione pneumatici e stato generale della parte elettrica. La capacità olio è di 3,8 litri e, come per ogni moto moderna, conviene seguire il programma di manutenzione del libretto senza improvvisare. L’E-Clutch non cambia la logica di fondo della manutenzione, ma rende ancora più importante mantenere il sistema sempre in efficienza, soprattutto se fai tanta città o molti stop-and-go.

Il bilancio che farei prima di comprarla

Se guardo la Hornet 750 con occhio pratico, il giudizio è positivo e abbastanza netto. È una moto che ha una posizione chiara: offre tecnologia vera, facilità d’uso, una guida convincente e un prezzo che nel 2026 resta aggressivo rispetto a ciò che mette sul piatto. Non ha la pretesa di essere la più emozionante in assoluto, ma ha il merito più raro: funziona bene nelle situazioni in cui una moto media viene usata davvero.

Prima di firmare, io controllerei solo tre cose: se vuoi davvero l’E-Clutch o preferisci un approccio più tradizionale, se la sella da 795 mm ti convince dal vivo e se il tuo uso prevalente è urbano, misto o turistico leggero. Se queste tre risposte tornano, la Hornet è una scelta molto sensata. Se una di queste non torna, meglio non farsi sedurre solo dal nome o dal listino.

In sintesi, la CB750 Hornet nel 2026 è una naked media riuscita perché non forza il personaggio: mette insieme motore pieno, elettronica utile e una guida amichevole. È proprio questa combinazione, più che un singolo numero, a renderla una moto che vale la pena considerare seriamente.

Domande frequenti

La versione 2026 della Honda CB750 Hornet per l'Italia introduce la Honda E-Clutch, un sistema di gestione elettronica della frizione che facilita la guida in città e nei cambi di marcia, mantenendo il cambio manuale a 6 rapporti.

No, la Honda E-Clutch non sostituisce la frizione manuale. Permette di partire, fermarsi e cambiare marcia senza usare la leva della frizione, ma questa rimane disponibile per chi preferisce un approccio più tradizionale.

Sì, la Honda CB750 Hornet è disponibile anche in versione depotenziata a 35 kW, rendendola un'opzione interessante e valida per i motociclisti con patente A2 che cercano una moto moderna e performante.

Il prezzo di listino della Honda CB750 Hornet in Italia parte da 8.390 euro. Offre un pacchetto tecnologico e prestazionale competitivo per il segmento delle naked medie.

La Hornet 750 è ideale per chi cerca una moto agile e facile da usare quotidianamente, per chi torna in sella dopo una pausa o per chi desidera una naked divertente ma non estrema, adatta a un uso misto urbano ed extraurbano.

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Giorgio Marino

Giorgio Marino

Sono Giorgio Marino, un appassionato di moto con oltre dieci anni di esperienza nel settore della manutenzione, tuning e abbigliamento per motociclisti. Ho dedicato gran parte della mia carriera all'analisi di tendenze e innovazioni nel mercato delle due ruote, approfondendo le tecniche di ottimizzazione delle prestazioni e le ultime novità in fatto di sicurezza e stile. La mia specializzazione si concentra sulla comprensione delle esigenze dei motociclisti, offrendo contenuti che spaziano dalle guide pratiche per la manutenzione ai suggerimenti per il tuning personalizzato delle moto. Adotto un approccio analitico e obiettivo, cercando di semplificare concetti complessi per rendere l'informazione accessibile a tutti. Il mio obiettivo è fornire ai lettori informazioni accurate, aggiornate e imparziali, affinché possano prendere decisioni informate riguardo alle loro moto e al loro equipaggiamento. La mia missione è contribuire a una comunità di motociclisti ben informati e appassionati, pronti a vivere al meglio la loro esperienza su due ruote.

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