Quando una maxi crossover deve affrontare passi alpini, viaggi lunghi e guida sportiva, la Ducati Pikes Peak è una delle proposte più interessanti, ma anche una delle più specialistiche. In questa guida analizzo i modelli Multistrada 1260 e V4 Pikes Peak, le differenze con le versioni più turistiche, le prestazioni, i costi e gli aspetti da controllare prima dell’acquisto.
La Pikes Peak è la Multistrada pensata per chi mette la sportività al primo posto
- 170 CV e motore V4 Granturismo per la versione attuale.
- Ruota anteriore da 17 pollici, cerchi forgiati e pneumatici sportivi privilegiano la precisione sull’asfalto.
- Il prezzo di listino parte da 33.190 euro, senza considerare eventuali accessori.
- La versione V4 offre sospensioni elettroniche Öhlins Smart EC 2.0 e modalità Race.
- Non è una vera adventure da fuoristrada: il suo ambiente ideale sono curve, passi di montagna e turismo veloce.

Che cos’è davvero la Multistrada Pikes Peak
La Pikes Peak è la versione più sportiva della famiglia Multistrada. Ducati parte dalla piattaforma da viaggio e la modifica con una ciclistica più reattiva, una posizione di guida più caricata sull’anteriore e componenti premium pensati per aumentare il ritmo tra le curve. Il risultato è una moto capace di viaggiare lontano, ma con un carattere molto più vicino a quello di una sport-tourer che a quello di una enduro stradale tradizionale.
Il nome richiama la celebre cronoscalata americana e la storia sportiva della casa di Borgo Panigale. Oggi, però, non bisogna interpretarlo come una promessa di utilizzo estremo in montagna o sullo sterrato. La scelta dei cerchi da 17 pollici e delle gomme stradali sportive dice chiaramente dove questa moto dà il meglio.
La mia valutazione è semplice: la Pikes Peak ha senso per chi usa la Multistrada soprattutto su asfalto e vuole una moto più precisa, aggressiva e coinvolgente della V4 S o della Rally. Per il fuoristrada leggero, i viaggi in coppia con molto bagaglio e le strade dissestate, esistono versioni più adatte.
Modelli Pikes Peak e differenze tra le generazioni
Nel mercato italiano si incontrano soprattutto due famiglie. La Multistrada 1260 Pikes Peak, prodotta tra il 2017 e il 2020, rappresenta l’ultima evoluzione del bicilindrico Testastretta DVT. La più recente Multistrada V4 Pikes Peak ha invece portato il progetto verso una maggiore fluidità, una dotazione elettronica più sofisticata e prestazioni più facilmente sfruttabili.
| Modello | Motore | Potenza | Peso dichiarato | Caratteristica principale |
|---|---|---|---|---|
| Multistrada 1260 Pikes Peak | Bicilindrico Testastretta DVT, 1.262 cc | 158 CV | 229 kg circa in ordine di marcia | Carattere meccanico deciso, sospensioni Öhlins regolabili e componenti in carbonio |
| Multistrada V4 Pikes Peak | V4 Granturismo, 1.158 cc | 170 CV | 227 kg senza carburante | Ruote forgiate, sospensioni Öhlins elettroniche e modalità Race |
La 1260 resta interessante per chi cerca una Ducati più viscerale e vuole contenere il budget acquistando un esemplare usato. Il bicilindrico ha una spinta corposa tra i medi regimi e una risposta più ruvida rispetto al V4, mentre la protezione aerodinamica e il comfort nei trasferimenti sono inferiori. Nelle prove dell’epoca sono emersi come punti forti la frenata, la rapidità nel misto e la qualità delle sospensioni, ma anche un cupolino poco protettivo e consumi molto sensibili allo stile di guida.
La V4 è più moderna e gestibile. Il motore eroga la potenza con maggiore regolarità, la tecnologia assiste meglio il pilota e gli intervalli di manutenzione sono particolarmente estesi. Il rovescio della medaglia è un prezzo d’acquisto nettamente più alto e una sensazione meccanica meno ruvida, che alcuni appassionati del vecchio bicilindrico potrebbero considerare meno emozionante.
Come va su strada e cosa cambia rispetto alla V4 S
La V4 Pikes Peak utilizza il motore Granturismo da 170 CV e 124 Nm di coppia. La spinta è abbondante già nei medi regimi, ma il vero vantaggio non è soltanto l’accelerazione: è la facilità con cui la moto passa da un’andatura turistica a una guida molto sportiva senza diventare imprevedibile.
La differenza più importante rispetto alla Multistrada V4 S riguarda la ciclistica. La Pikes Peak adotta una ruota anteriore da 17 pollici, pneumatici sportivi nelle misure 120/70 R17 e 190/55 R17, cerchi forgiati e sospensioni Öhlins Smart EC 2.0. In pratica, entra in curva con più prontezza e restituisce un appoggio più preciso quando si aumenta il ritmo.
Anche l’ergonomia è specifica. Le pedane sono più alte e arretrate, mentre il manubrio è più stretto e basso. Il pilota si trova quindi più caricato sull’avantreno e può muoversi meglio sulla moto, una soluzione efficace nel misto ma meno rilassata durante una giornata intera in autostrada.
| Caratteristica | V4 Pikes Peak | V4 S |
|---|---|---|
| Ruota anteriore | 17 pollici | 19 pollici |
| Sospensioni | Öhlins Smart EC 2.0 | Skyhook elettroniche |
| Impostazione | Sportiva e precisa | Turistica e versatile |
| Modalità dedicata | Race | Non disponibile |
| Prezzo indicativo di listino | Da 33.190 euro | Da 26.690 euro |
La modalità Race modifica il comportamento del motore e riduce l’intervento dei controlli elettronici, lasciando più libertà in frenata e in uscita di curva. Non è una modalità da usare automaticamente: su strada aperta al traffico preferisco Sport o Touring, perché consentono di sfruttare il potenziale della moto con un margine di sicurezza più ampio.
Dotazione, comfort e limiti nell’uso quotidiano
La dotazione è ricca e comprende radar anteriore e posteriore, Adaptive Cruise Control, Blind Spot Detection, piattaforma inerziale, ABS Cornering, controllo di trazione e controllo dell’impennata. Sono sistemi utili, non semplici elementi da brochure: nei viaggi lunghi riducono la fatica e rendono più facile mantenere una guida ordinata.
Il comfort resta buono, ma non è quello di una Multistrada Rally. La sella è regolabile tra 840 e 860 mm, il serbatoio contiene 22 litri e la corsa delle sospensioni è di 170 mm. Per il pilota alto la posizione può risultare naturale, mentre chi è sotto la media dovrebbe provare la moto da fermo prima di acquistare, soprattutto con valigie montate.
Il passeggero può viaggiare senza particolari problemi, ma la Pikes Peak non è la scelta più razionale per il turismo in coppia con molto bagaglio. La posizione più sportiva e il cupolino basso privilegiano il controllo nella guida allegra, non il massimo isolamento dall’aria. Qui la V4 S o la Rally sono più equilibrate.
Il limite più evidente emerge sulle strade rovinate. La ruota da 17 pollici e le gomme sportive migliorano la precisione sull’asfalto regolare, ma trasmettono di più buche, giunti e asfalto sconnesso. Per questo la considero una sport-tourer ad alte prestazioni, non una moto da avventura a 360 gradi.
Manutenzione, costi e controlli prima dell’acquisto
Il prezzo della versione nuova parte da 33.190 euro. A questa cifra possono aggiungersi valigie, borse interne, protezioni, sella alternativa e altri accessori. Il costo reale di utilizzo comprende anche pneumatici sportivi, assicurazione, tagliandi e una possibile maggiore usura delle pastiglie se si guida spesso in modo aggressivo.
Il V4 Granturismo ha intervalli molto più distesi rispetto a quanto molti si aspettano da una Ducati. Il controllo del gioco valvole è previsto ogni 60.000 km, mentre l’Oil Service è indicato ogni 15.000 km o 24 mesi. Questo non significa che la manutenzione ordinaria possa essere trascurata: catena, freni, liquidi, pneumatici e sospensioni richiedono controlli regolari.
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Cosa controllare su una 1260 usata
- Storico dei tagliandi, con particolare attenzione agli interventi Desmo.
- Funzionamento delle sospensioni Öhlins e assenza di trafilaggi sugli steli.
- Stato dei cerchi forgiati, spesso più esposti a danni dopo urti contro buche.
- Usura irregolare dei pneumatici, possibile indicatore di geometrie o sospensioni da verificare.
- Funzionamento di quickshifter, ABS, controllo di trazione e modalità di guida.
- Presenza di scarico, componenti in carbonio e accessori originali correttamente omologati.
Su un esemplare usato non mi lascerei convincere soltanto da una livrea perfetta o da pochi chilometri indicati sul contachilometri. Una moto con manutenzione documentata e utilizzo regolare è preferibile a una Pikes Peak apparentemente nuova ma priva di fatture, storico e controlli verificabili.
A chi conviene scegliere la Pikes Peak
La sceglierei per chi percorre soprattutto strade asfaltate, ama i passi di montagna e vuole una moto capace di offrire emozioni senza rinunciare alla possibilità di partire per un viaggio. La combinazione tra prestazioni da sportiva e posizione rialzata è il suo vero punto di forza.
Non la consiglierei invece a chi cerca prima di tutto facilità alle basse velocità, grande protezione aerodinamica, uso frequente in coppia o capacità sullo sterrato. In questi casi la V4 S, la Rally o persino una Multistrada V2 possono risultare più coerenti e meno impegnative economicamente.
Tra 1260 e V4, la scelta dipende soprattutto dal carattere desiderato. La 1260 offre una personalità più ruvida e un possibile accesso più abbordabile al mondo Pikes Peak; la V4 è più completa, raffinata e semplice da sfruttare, ma richiede un investimento molto superiore.
La scelta giusta dipende dal tipo di strada che percorri davvero
La Pikes Peak non è la Multistrada migliore in assoluto, ma quella più precisa quando la priorità sono le curve asfaltate. La versione V4 convince per motore, elettronica, frenata e qualità delle sospensioni, mentre la 1260 rimane una scelta affascinante per chi apprezza il carattere del bicilindrico e valuta il mercato dell’usato.
Prima di firmare, farei un test ride abbastanza lungo da includere città, autostrada e un tratto di montagna. È il modo più rapido per capire se la posizione sportiva, il calore, l’altezza della sella e la risposta delle gomme corrispondono davvero al proprio modo di andare in moto.