Quando si cerca una naked capace di unire stile italiano, prestazioni e facilità d’uso, la Ducati Monster resta una delle opzioni più interessanti. La gamma 2026 porta un nuovo V2 da 890 cc, ma la scelta non dipende solo dai cavalli: contano ergonomia, costi di gestione, uso quotidiano e differenze tra Monster, Monster+ e modelli usati.
La scelta giusta dipende più dall’uso che dai numeri
- 111 CV e 91,1 Nm rendono il nuovo V2 brillante ma gestibile su strada.
- Il peso di 175 kg senza carburante favorisce maneggevolezza e controllo.
- La versione base parte da 12.890 euro, mentre la Monster+ costa 13.290 euro.
- Il controllo del gioco valvole è previsto ogni 45.000 km, con cambio olio ogni 15.000 km o 24 mesi.
- La sella può scendere da 815 a 775 mm con gli accessori dedicati.
Che cosa rappresenta oggi la naked di Borgo Panigale
Il Monster è nato come una moto essenziale, con il motore in bella vista, una posizione di guida intuitiva e un design riconoscibile al primo sguardo. Il caratteristico serbatoio a dorso di bisonte e il faro circolare sono rimasti parte della sua identità, anche se la tecnica è cambiata profondamente.
La generazione attuale abbandona il tradizionale telaio a traliccio in favore di una struttura monoscocca in alluminio. Per me è una scelta che divide gli appassionati, ma dal punto di vista pratico porta un vantaggio concreto: meno peso e maggiore agilità, soprattutto nel traffico e nei tratti ricchi di curve.
Non è una moto pensata per i lunghi viaggi autostradali. La protezione aerodinamica è minima e il passeggero dispone di uno spazio corretto, ma non paragonabile a quello di una sport-tourer. In compenso, la posizione rialzata e il manubrio largo funzionano bene in città, sulle strade extraurbane e nei passi di montagna.

La gamma 2026 mette a confronto Monster e Monster+
Nel 2026 la gamma italiana è costruita attorno a due allestimenti principali. Il motore e la ciclistica sono gli stessi, quindi la differenza riguarda soprattutto la dotazione estetica e la praticità nei trasferimenti.
| Caratteristica | Monster | Monster+ |
|---|---|---|
| Motore | V2 di 890 cc | V2 di 890 cc |
| Potenza | 111 CV a 9.000 giri/min | 111 CV a 9.000 giri/min |
| Coppia | 91,1 Nm a 7.250 giri/min | 91,1 Nm a 7.250 giri/min |
| Peso senza carburante | 175 kg | 175 kg |
| Altezza sella | 815 mm | 815 mm |
| Dotazione aggiuntiva | Configurazione essenziale | Cupolino e coprisella passeggero |
| Prezzo indicativo in Italia | Da 12.890 euro | Da 13.290 euro |
La Monster+ richiede una differenza di circa 400 euro e, secondo me, è la scelta più equilibrata per chi usa la moto anche fuori città. Il cupolino non trasforma la naked in una turistica, ma riduce leggermente la pressione dell’aria e il coprisella rende la coda più completa quando si parcheggia la moto.
Esiste anche la configurazione da 35 kW per patente A2, con un prezzo inferiore di 1.000 euro rispetto alla versione piena. È una soluzione sensata per iniziare con una moto di qualità, ma bisogna ricordare che il peso e la risposta del bicilindrico restano quelli di una moto adulta.
Come va su strada tra città, curve e autostrada
Il nuovo V2 utilizza la fasatura variabile sull’aspirazione, una tecnologia che rende più regolare l’erogazione ai bassi regimi e più corposa la spinta ai medi. Il risultato è un motore che non obbliga a tenere sempre il cambio sotto pressione, ma offre comunque una risposta decisa quando si apre il gas.
Con oltre l’80% della coppia disponibile tra 4.000 e 10.000 giri, la guida quotidiana è semplice. In città si può procedere con marce alte senza continui strattoni, mentre sulle strade tortuose il motore permette di uscire dalle curve con una spinta piena e prevedibile.
Il peso contenuto è uno dei punti che apprezzo di più. Nelle manovre da fermo, nei cambi di direzione e nelle frenate in appoggio, il Monster trasmette meno inerzia di molte naked di cilindrata simile. Non è una moto lenta o docile in senso banale, ma una moto che permette di sfruttare meglio le proprie capacità.
I punti forti nella guida
- Agilità nei cambi di direzione e nel traffico urbano.
- Motore elastico, con una buona spinta già ai medi regimi.
- ABS Cornering, controllo di trazione e controllo dell’impennata regolabili.
- Quattro Riding Mode per modificare la risposta in base a strada e condizioni.
- Display TFT da 5 pollici leggibile e predisposto per navigazione e connettività.
I compromessi da accettare
La protezione dall’aria resta il limite più evidente. Dopo un trasferimento autostradale prolungato, il vento diventa stancante e il comfort cala rispetto a una crossover. Anche il passeggero può viaggiare, ma per le vacanze in coppia servono borse, supporti e un minimo di adattamento.
Il carattere sportivo può inoltre sorprendere chi arriva da una moto più piccola. I riding mode aiutano, soprattutto quello Urban o Wet, ma non sostituiscono una gestione sensibile del gas. Io consiglierei sempre un test ride prima dell’acquisto, anche a chi ha già esperienza.
Quanto costa e quale versione conviene davvero
Il prezzo di listino colloca il Monster nella fascia premium delle naked di media cilindrata. La versione standard parte da 12.890 euro, mentre la Monster+ parte da 13.290 euro. Le colorazioni speciali, gli accessori e i costi di immatricolazione possono aumentare il conto finale.
La scelta della versione base ha senso se si usa la moto quasi esclusivamente in città o per gite brevi. Io spenderei la differenza per la Monster+ quando sono previsti trasferimenti frequenti, perché cupolino e coprisella migliorano l’usabilità senza modificare il carattere della moto.
| Profilo del motociclista | Scelta consigliata | Motivo principale |
|---|---|---|
| Uso urbano e gite brevi | Monster | Prezzo più basso e dotazione essenziale |
| Uso misto città e turismo leggero | Monster+ | Maggiore praticità nei trasferimenti |
| Patente A2 | Versione 35 kW | Accesso progressivo alla categoria |
| Budget più contenuto | Usato recente | Possibile risparmio, ma con controlli più importanti |
Nel mercato dell’usato si trovano generazioni molto diverse, dalle vecchie 696 e 797 fino alle 821, 1200 e alla 937 presentata dal 2021. Il prezzo d’acquisto può essere interessante, ma non guarderei mai soltanto ai chilometri. Storico dei tagliandi, cinghie, gioco valvole e proprietari precedenti incidono più di una semplice differenza di prezzo.
Su una moto usata chiederei sempre fatture, libretto dei service, verifica del telaio e controllo di frizione, trasmissione finale, forcella e impianto frenante. Un esemplare economico con manutenzione arretrata può diventare rapidamente più costoso di una moto con prezzo iniziale superiore.
Manutenzione, consumi e personalizzazione senza errori
Il nuovo V2 semplifica molto la gestione rispetto all’immagine tradizionale delle Ducati più vecchie. Il cambio olio è previsto ogni 15.000 km o 24 mesi, mentre il controllo del gioco valvole arriva a 45.000 km. Rimane comunque l’obbligo del controllo annuale e della normale manutenzione di catena, freni, pneumatici e liquidi.
Il dato sui 45.000 km è importante, ma non significa che si possa trascurare la moto fino a quel chilometraggio. Olio, pressione degli pneumatici e tensione della catena influenzano direttamente la sicurezza e il comportamento. Per una moto usata spesso, io controllerei la catena ogni 800-1.000 km e sempre dopo un viaggio sotto la pioggia.
Il consumo dichiarato è di circa 5,2 litri ogni 100 km. Con un serbatoio da 14 litri, l’autonomia teorica è vicina ai 260-270 km, ma nella pratica conviene pianificare il rifornimento prima, soprattutto usando spesso il motore in modalità Sport.
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Accessori che hanno davvero senso
- Sella bassa da 795 mm per migliorare l’appoggio a terra.
- Sella bassa e kit di ribassamento per arrivare fino a 775 mm.
- Cupolino per ridurre la pressione dell’aria nei trasferimenti.
- Paramotore e protezioni per limitare i danni nelle cadute da fermo.
- Supporto smartphone o sistema di navigazione integrato per i viaggi.
Presterei più attenzione alla posizione di guida e alla protezione che a scarichi e parti estetiche. Un terminale omologato può cambiare il sound, ma non trasforma la moto in una versione più performante. Prima di acquistare componenti aftermarket controllerei sempre omologazione, compatibilità elettronica e impatto sulla garanzia.
Il verdetto su una naked che non vuole essere tutto per tutti
La Monster 2026 è una moto riuscita per chi vuole una naked leggera, tecnologica e divertente senza entrare nel territorio delle supernaked estreme. I suoi punti migliori sono peso, erogazione del V2, elettronica e accessibilità; i limiti principali restano la protezione aerodinamica ridotta e un prezzo superiore a quello di alcune concorrenti giapponesi.
Per me la versione standard è sufficiente per l’uso quotidiano, mentre la Monster+ diventa più logica per chi viaggia spesso fuori città. L’usato resta un’alternativa valida, ma solo con una storia manutentiva chiara. In ogni caso, la scelta migliore nasce da una prova reale, dalla verifica della posizione in sella e da un calcolo onesto del budget annuale, non soltanto dal fascino del marchio.