Quando mi trovo davanti a una carenata Aprilia degli anni Novanta, la prima cosa che controllo è se si tratta davvero di una versione originale o di una RS modificata nel tempo. Il nome Aprilia Extrema identifica infatti due moto molto diverse: la storica RS 125 due tempi e la più recente RS 660, entrambe interessanti ma destinate a motociclisti con esigenze opposte.
La scelta cambia completamente tra la storica 125 e la moderna 660
- RS 125 Extrema: prodotta tra il 1992 e il 1994, con motore Rotax 123 a due tempi.
- RS 660 Extrema: serie speciale 2023-2024, bicilindrica da 659 cm³ e 100 CV.
- La 125 è più rara e coinvolgente, ma richiede controlli meccanici molto accurati.
- La 660 offre prestazioni moderne, elettronica completa e maggiore facilità d’uso.
- Nel 2026 la Extrema si trova soprattutto sul mercato dell’usato.

Lo stesso nome nasconde due generazioni molto diverse
La prima RS 125 Extrema arrivò nel 1992 come evoluzione della famiglia AF1. Era una sportiva leggera, estrema per l’epoca, costruita attorno a un motore monocilindrico due tempi e a una ciclistica ispirata alle corse. La RS 660 Extrema, invece, è una serie speciale moderna nata per rendere più esclusiva la sportiva di media cilindrata di Aprilia.
| Modello | Periodo | Motore | Potenza indicativa | Carattere |
|---|---|---|---|---|
| RS 125 Extrema | 1992-1994 | 125 cm³, monocilindrico 2T | Circa 32-34 CV nelle versioni a piena potenza | Leggera, analogica, molto sportiva |
| RS 660 Extrema | 2023-2024 | 659 cm³, bicilindrico 4T | 100 CV | Rapida, elettronica, adatta a strada e pista |
Per questo, quando leggo un annuncio che parla genericamente di “Extrema”, verifico subito cilindrata, anno e numero di telaio. Confondere le due moto significa rischiare di confrontare prezzi, consumi e costi di gestione completamente fuori scala.
La RS 125 Extrema resta una due tempi da intenditori
Una ciclistica sorprendente per gli anni Novanta
La 125 storica aveva un telaio in alluminio a doppia trave, forcellone bibraccio e una carenatura molto vicina alle moto da competizione di Noale. Il motore Rotax 123 utilizzava la valvola allo scarico RAVE, cioè un sistema che modifica la gestione dei gas per migliorare la spinta ai diversi regimi.
Le versioni a piena potenza arrivavano a circa 32-34 CV, un dato notevole per una 125 dell’epoca. Su una versione del 1994 sono stati rilevati 32,9 CV alla ruota e 173,1 km/h, numeri che spiegano perché questa moto sia ancora così apprezzata dagli appassionati di due tempi.
Pregi e difetti nella guida di oggi
Il pregio più evidente è la leggerezza. La moto cambia direzione con pochissimo sforzo e trasmette una sensazione di controllo che molte sportive moderne, più pesanti e filtrate dall’elettronica, non riescono a replicare. Personalmente trovo che il suo punto forte non sia la velocità massima, ma il modo in cui il motore entra in coppia e rende divertente anche una strada piena di curve.
- Pregi: agilità, risposta del motore, freni efficaci, valore storico e grande coinvolgimento.
- Difetti: vibrazioni, protezione aerodinamica limitata, ricambi meno immediati e manutenzione più impegnativa.
- Uso quotidiano: possibile, ma poco conveniente se la moto viene usata solo per brevi tragitti cittadini.
Il limite principale è l’età. Una Extrema conservata male può richiedere interventi su cilindro, pistone, carburatore, impianto elettrico, sospensioni e freni. Inoltre una versione a piena potenza non rientra nei limiti della patente A1, che in Italia consente di guidare motocicli fino a 125 cm³ e 11 kW solo quando risultano omologati entro questi valori.
La RS 660 Extrema punta sull’efficacia, non solo sull’estetica
La versione moderna nasce sulla base della RS 660 e mantiene il bicilindrico parallelo da 659 cm³, 100 CV e 67 Nm. Il peso in ordine di marcia è di circa 180 kg, la sella è a 820 mm e il serbatoio contiene 15 litri. Sono valori equilibrati, pensati per offrire prestazioni elevate senza rendere la moto intimidatoria.A distinguerla dalla versione standard sono soprattutto lo scarico omologato SC Project, alcuni componenti in carbonio, il codino monoposto e una configurazione più orientata alla guida sportiva. La sella del passeggero e gli elementi necessari per l’omologazione biposto potevano comunque essere ripristinati.
Come va su strada e in pista
La RS 660 Extrema è una moto veloce, ma il suo vero merito è la facilità con cui permette di sfruttare la potenza. Il telaio comunica bene, l’avantreno è preciso e i cinque riding mode consentono di adattare risposta del gas, controllo di trazione, anti-impennata e freno motore.
In pista il peso contenuto si sente nei cambi di direzione e nelle frenate. Su strada, invece, apprezzo soprattutto la coppia disponibile ai medi regimi, perché non obbliga a guidare sempre vicino al limitatore. Il cambio elettronico e l’ABS cornering completano un pacchetto che rende la moto molto più utilizzabile di una supersportiva da mille centimetri cubici.
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Extrema o Factory
Dal 2025 la RS 660 Factory ha raccolto idealmente il testimone della Extrema. La Factory offre 105 CV, sospensioni Öhlins completamente regolabili e una dotazione più raffinata, mentre la Extrema conserva il vantaggio di una maggiore rarità e di un peso dichiarato inferiore.
Il prezzo di listino della Extrema era di circa 13.499 euro, mentre la Factory è stata lanciata a 13.999 euro. Oggi sceglierei la Extrema usata se trovassi un esemplare ben mantenuto e con pochi chilometri; per un acquisto nuovo, la Factory ha più senso per chi guida spesso in pista e sa sfruttare le regolazioni delle sospensioni.
Comprare oggi una Extrema richiede controlli mirati
La 125 è la versione più delicata da acquistare. Le richieste sul mercato possono andare da circa 3.000 euro per esemplari da sistemare fino a oltre 8.000 euro per moto restaurate, originali e documentate. Un prezzo alto, però, non garantisce automaticamente un buon acquisto: una moto riverniciata e modificata può valere meno di un esemplare meno appariscente ma completo di componenti originali.
Prima di concludere la trattativa controllerei questi elementi:
- avviamento a freddo, compressione e rumori anomali dal gruppo termico;
- funzionamento della valvola RAVE e regolarità dell’erogazione;
- tracce di saldature, urti o riparazioni su telaio e forcellone;
- stato di forcella, monoammortizzatore, dischi e pinze;
- corrispondenza tra telaio, documenti e configurazione riportata sul libretto;
- presenza dello scarico originale e dei componenti sostituiti.
Per la RS 660 il controllo è più simile a quello di una sportiva moderna. Verificherei tagliandi, aggiornamenti software, funzionamento del quickshifter, assenza di errori sul quadro strumenti e stato di gomme e trasmissione. Su un esemplare usato, la cronologia della manutenzione conta più del solo chilometraggio.
Manutenzione e tuning che hanno davvero senso
Sulla 125 eviterei di iniziare dal tuning. Prima metterei in ordine alimentazione, raffreddamento, lubrificazione, carburazione, freni e sospensioni. Un motore due tempi elaborato ma alimentato male può danneggiarsi in pochi chilometri, mentre una revisione accurata della configurazione originale spesso restituisce già prestazioni eccellenti.
Come ordine di grandezza, una messa a punto iniziale può richiedere 500-1.500 euro se sono coinvolti pneumatici, freni, sospensioni e gruppo termico. La cifra sale rapidamente con carene rare, scarichi originali introvabili o restauri estetici completi. Per questo consiglio sempre di conservare i pezzi originali, anche quando si monta uno scarico più sportivo.
Sulla 660 il tuning più sensato riguarda gomme, assetto e protezioni. Non spenderei subito per aumentare la potenza: i 100 CV sono già più che sufficienti per divertirsi su strada e imparare in pista. Un set di pneumatici sportivi omologati, una regolazione corretta delle sospensioni e un abbigliamento completo fanno una differenza molto più concreta.
Su una moto storica, inoltre, casco, guanti, stivali e protezioni moderne non sono un dettaglio estetico. La tecnologia della ciclistica può essere affascinante, ma non sostituisce ABS, controllo di trazione e materiali protettivi aggiornati.
Quale Extrema ha senso scegliere nel 2026
Io sceglierei la RS 125 Extrema per passione, collezionismo e piacere della meccanica. È una moto da comprare con calma, preferibilmente originale, con documenti chiari e un margine economico dedicato agli interventi dopo l’acquisto.
La RS 660 Extrema è invece la scelta più equilibrata per chi vuole una sportiva realmente utilizzabile, capace di andare forte senza diventare stancante. Se l’obiettivo è acquistare una moto nuova e usare spesso la pista, la Factory offre sospensioni più evolute; se si cerca un modello speciale e più raro, una Extrema usata in condizioni impeccabili può essere ancora una scelta molto convincente.
In entrambi i casi, il nome sulla carena conta meno dello stato reale della moto. Una Extrema ben mantenuta dà ancora molto, mentre un esemplare trascurato può trasformare una grande occasione in un progetto costoso.