Se stai valutando un tricity elettrico, la prima cosa da sapere è che oggi non esiste una versione di serie di quel tre ruote Yamaha. Nel 2026 la gamma resta centrata su Tricity 125 e Tricity 300, mentre l’elettrico della casa segue una strada diversa; qui chiarisco cosa compra davvero chi cerca comfort urbano, quali modelli meritano attenzione e come leggere le recensioni senza farsi ingannare da aspettative poco realistiche.
Le informazioni essenziali da chiarire subito
- Oggi Yamaha non vende una versione elettrica di serie del Tricity: il tre ruote resta termico.
- In Italia i riferimenti concreti sono Tricity 125 e Tricity 300; il 155 resta soprattutto un capitolo dell’usato o di mercati selezionati.
- Il 125 privilegia agilità e consumi bassi, il 300 offre più motore, più protezione e nel 2026 anche una variante Airbag.
- Le prove su strada premiano stabilità, sicurezza sul bagnato e facilità di guida, ma il peso del 300 si sente nelle manovre lente.
- Se vuoi davvero un Yamaha elettrico, la risposta pratica è guardare a NEO’s e NEO’s Dual Battery.
Che cosa c'è davvero dietro la versione elettrica del Tricity
Non conviene inseguire un’etichetta che il catalogo non conferma. La gamma ufficiale Yamaha mette al centro Tricity 125 e Tricity 300; l’elettrico Yamaha, invece, passa da modelli separati come NEO’s. In altre parole, se cerchi tre ruote e zero emissioni nello stesso veicolo, oggi non trovi ancora la soluzione di serie nel listino.
Questo non significa che il progetto Tricity sia fermo. Significa, piuttosto, che Yamaha continua a sviluppare un’idea precisa di mobilità urbana: stabilità, facilità di guida e uso quotidiano. Nel 2026 il 300 arriva anche in versione Airbag, quindi l’evoluzione c’è, ma riguarda dotazioni, sicurezza e comfort, non la motorizzazione elettrica. La domanda giusta, per me, non è solo “esiste?”, ma “quale versione mi serve davvero?”.
Da qui in poi il confronto diventa molto più utile, perché separa ciò che è disponibile davvero da ciò che resta solo un desiderio di mercato.

I modelli Tricity che contano oggi in Italia
Qui guardo la gamma con occhio pratico: non al listino teorico, ma a ciò che un utente italiano può davvero trovare nuovo, usato o in concessionaria. Io leggo così questa famiglia: il 125 è il più urbano, il 300 è quello da pendolarismo serio, mentre il 155 resta un compromesso interessante soprattutto se lo trovi ben tenuto sul mercato dell’usato.
| Modello | Stato nel 2026 | Dati chiave | Perché conta |
|---|---|---|---|
| Tricity 125 | Nuovo in Italia | 125 cc, 9,0 kW, 2,3 l/100 km, 169 kg | È il più leggero e facile da inserire nel traffico stretto |
| Tricity 155 | Soprattutto usato o mercati selezionati | 155 cc, 11,1 kW, 2,52 l/100 km, 165 kg | È la via di mezzo storica: valida solo se l’esemplare è davvero curato |
| Tricity 300 | Nuovo, anche in versione Airbag | 292 cc, 20,6 kW, 3,3 l/100 km, 240 kg, TFT da 4,2", navigazione Garmin StreetCross | È il più completo per chi fa km veri e vuole più protezione |
Il dato che cambia tutto è il peso: 169 kg contro 240 kg è una differenza che senti subito quando sposti il mezzo da fermo o lo parcheggi in spazi stretti. Il 125 resta vicino a uno scooter urbano classico; il 300, invece, chiede più spazio ma restituisce una sensazione di solidità che in città e sul misto veloce non è banale. Sul piano della patente, il 300 è quello che parla in modo più diretto agli automobilisti italiani con patente B.
Se la tua idea di tre ruote è soprattutto cittadina, il 125 basta quasi sempre; se vuoi coprire più percorso e più stagioni, il 300 fa il salto di qualità. E proprio da qui si capisce anche perché le recensioni non parlano tutti della stessa versione nello stesso modo.
Come cambiano le recensioni quando lo usi tutti i giorni
Le recensioni diventano utili solo quando le traduci in uso reale. Un tre ruote può sembrare pesante sulla carta e poi risultare perfetto nel traffico, oppure sembrare brillante e stancare dopo venti minuti di manovre; per questo io leggo sempre i test in chiave di contesto.
Tricity 125
Dueruote ha messo in evidenza la qualità costruttiva e la facilità con cui si muove in città. Io lo vedo come il modello più logico per chi affronta semafori, parcheggi stretti e tragitti brevi: leggero, intuitivo, poco intimidatorio. Il limite arriva quando chiedi più respiro fuori dal centro, perché il 125 resta un mezzo da città prima di tutto.
Tricity 300
Moto.it, nella prova a lungo termine, ha sottolineato la stabilità notevole nel traffico e sui fondi a bassa aderenza. Qui l’avantreno LMW, cioè il sistema Yamaha con doppia ruota anteriore basculante, fa davvero la differenza: non ti regala solo sicurezza percepita, ma una guida più ferma quando l’asfalto è sporco, bagnato o irregolare. Il rovescio della medaglia è il peso, che si sente nelle manovre lente.
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Tricity 155
Il 155 resta il compromesso storico della gamma: più brillante del 125, meno impegnativo del 300. Oggi, però, lo prenderei in considerazione solo se l’esemplare è curato e il prezzo è coerente; altrimenti finisce per essere una via di mezzo che non ha più un vantaggio netto sul mercato italiano.
Se devo essere netto, il 300 è quello che convince di più chi non vuole limitarsi alla città stretta, mentre il 125 è il mezzo più facile da amare al primo contatto. E questo apre la domanda successiva: cosa compra chi vuole sì Yamaha, ma anche davvero un mezzo elettrico?
Se vuoi un Yamaha elettrico, la scelta vera è un’altra
Qui conviene essere molto diretti: non esiste un equivalente elettrico del Tricity nel catalogo di serie. Se il vincolo è “Yamaha + zero emissioni”, la strada porta a NEO’s; se vuoi più autonomia, NEO’s Dual Battery è la variante più sensata. BOOSTER Easy esiste come eBike urbana, ma non sostituisce un tre ruote.
| Modello | Autonomia utile | Dove ha senso | Limite rispetto al Tricity |
|---|---|---|---|
| NEO’s | Circa 37 km con una batteria | Spostamenti urbani quotidiani, ricarica semplice a casa o in ufficio | Resta un due ruote, quindi non offre la stabilità del tre ruote |
| NEO’s Dual Battery | Fino a 68 km | Chi vuole più margine senza uscire dal perimetro cittadino | Autonomia ancora pensata per il centro e la cintura urbana |
La logica è semplice: la batteria singola basta per un uso urbano puro, la Dual Battery aggiunge margine e rende più serena la ricarica serale. Se poi ti interessa una soluzione ancora più leggera, BOOSTER Easy vive nello stesso mondo elettrico, ma parliamo di eBike, non di scooter.
Questo confronto è importante perché evita la classica delusione da aspettativa sbagliata: il Tricity e l’elettrico Yamaha oggi rispondono a bisogni diversi, e forzarli nello stesso contenitore non aiuta nessuno.
Costi, manutenzione e accessori che fanno davvero la differenza
Quando si parla di costi, io guarderei prima ai consumi e poi agli accessori che cambiano davvero l’uso. Il Tricity 125 dichiara 2,3 l/100 km, il 300 sta a 3,3 l/100 km: la differenza non è enorme sulla singola uscita, ma su molti chilometri si sente. Sul fronte manutenzione, entrano in gioco soprattutto CVT, freni e pneumatici anteriori, perché il sistema a tre ruote lavora più di un mono-avantreno tradizionale.
Il CVT, cioè la trasmissione automatica a variazione continua, rende la guida immediata; proprio per questo è facile trascurare l’assetto, che invece merita attenzione. Io controllerei sempre pressione, usura irregolare e stato delle gomme anteriori prima di comprare un usato, perché su un tre ruote la differenza si avverte subito.
- Parabrezza alto: fa la differenza più di tante modifiche estetiche, soprattutto tra ottobre e marzo.
- Coprigambe o winter pack: non sono accessori “da vecchi”, sono il motivo per cui un commuter resta usabile quando il meteo peggiora.
- Bauletto capiente: sul 300 Airbag il posteriore senza chiave da 45 litri è pensato proprio per il commuting serio.
- Tagliandi tracciati: sul 155 usato e sul 300 con più elettronica, la storia della manutenzione vale quasi quanto il chilometraggio.
Se lo usi tutto l’anno, queste aggiunte contano più di un dettaglio estetico. È anche il motivo per cui diffido del tuning “di scena”: su un Tricity funziona ciò che migliora protezione, carico e comfort, non ciò che lo rende solo più appariscente.
Quando il Tricity ha senso e quando conviene guardare altrove
Se dovessi scegliere io, ragionerei così: Tricity 125 se vuoi il massimo della semplicità urbana; Tricity 300 se vuoi un tre ruote serio, adatto anche a tangenziale, pioggia e tragitti più lunghi; 155 solo se trovi un usato davvero convincente. Se invece la priorità assoluta è l’elettrico, non forzerei il tema: scegli NEO’s per la città, oppure cambia categoria e guarda a una soluzione elettrica diversa.
Il punto è che un mezzo giusto non è quello che promette tutto, ma quello che ti fa perdere meno tempo ogni giorno. Io leggerei così la gamma Yamaha nel 2026: il tre ruote resta una scelta eccellente per stabilità e comfort, ma chi cerca una risposta a zero emissioni deve accettare che, oggi, la soluzione pratica è ancora fuori da quel nome.
Se vuoi una regola semplice, compra il Tricity per come guidi, non per come suona la categoria. In città stretta punterei al 125; per un commuting più completo e quattro stagioni sceglierei il 300; per l’elettrico puro, invece, cambierei strada senza rimpianti.